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venerdì 20 aprile 2012

La Lega Porn


L'ingresso di Fucking (Austria)
In un paesino austriaco dal poco bucolico nome Fucking, 350 km da Vienna, un cittadino ha chiesto al sindaco di cambiare nome. Non a se stesso, ma all’intero paese. Fucking, nella proposta del perbenista e polemico residente, dovrebbe tramutarsi nel più anonimo Fugging.

"Abbiamo avuto molte discussioni sull'argomento in passato: se gli abitanti vogliono cambiare nome, possiamo discuterne in consiglio municipale", ha detto il sindaco di Tarsdorf, comune a cui fa capo Fucking.

Il primo cittadino ha spiegato che a favore di un altro nome sono soprattutto gli abitanti che vivono vicino al cartello d'ingresso, mentre altri vorrebbero conservare l’evocativa denominazione dai richiami pornografici.

Personalmente, in questo caso, io sto coi conservatori. Perché cambiare? Per pudicizia? Per senso di ordinarietà? Per evitare qualche simpatico sberleffo? Qualche foto di turisti burloni? Ma no, dai, viva Fucking. Amici austriaci, non cambiate nome, non conformatevi, lasciate sopravvivere un barlume di fantasia nelle vostre rigide menti asburgiche. 

Non siete ancora convinti? Consiglio un viaggio nella calda, direi quasi hot, provincia italiana. Prima tappa, obbligatoria, a Sesso - frazione del comune di Reggio Emilia, 7 km a nord-ovest del capoluogo -  famosa non proprio, o almeno non solo, per la sua sagra paesana giunta quasi all'edizione numero 200. Non sarebbe male nemmeno un soggiorno a Fallo, comune in provincia di Chieti, oppure a Gnocca, frazione di Porto Tolle, Rovigo. Esagerazioni? Ok, ok, capisco. Troppa roba? Allora magari sarà sufficiente una rapida capatina a Po di Gnocca (sempre provincia di Rovigo).

Rompo gli indugi. Cittadini di Fucking, rilanciatevi e lanciate una proposta hard, un bel gemellaggio tra tutti i comuni sessuali d’Europa: la Lega Porn. Come vedete, in Italia ne abbiamo a bizzeffe.  

In un tripudio orgasmico, potreste coinvolgere anche Sega (frazione di Cavaion Veronese), Scopa (comune in provincia di Vercelli), Godo (frazione di Russi, Ravenna), Vagli Sotto e Vagli Sopra (Garfagnana, provincia di Lucca), Orgia (frazione di Sovicille, Siena). Che estasi suprema! E vi lascio immaginare quanto potrebbero essere eccitanti gli incontri bilaterali o persino plurilaterali.

Appello finale. 

Amministrazioni comunali interessate al progetto della Lega Porn transnazionale (e sottolineo trans), se vi serve un coordinatore sia a livello di relazioni istituzionali che a scopo (beh anche qui la parola casca proprio a fagiolo) di promozione turistica e marketing, io sono operativo.

giovedì 19 aprile 2012

L’etichetta poliglotta

The Famous Grouse è una nota marca di whisky scozzese, la cui produzione – come informa puntuale Wikipedia – iniziò con la Matthew Gloag & Son Ltd nel 1897 e prosegue oggi grazie a The Edrington Group e William Grant & Sons (proprietari delle Highland Distillers). 

Si tratta di uno dei whisky più venduti in Scozia e anche oltre i confini nazionali. Ma proprio sulle strategie comunicative per l'export dell'azienda mi vorrei soffermare.

Mi sono infatti imbattuto, pochi giorni addietro, in una bottiglia mignon di The Famous Grouse giunta, credo via Sudafrica, in Italia. 

Mentre stavo per assaporarne il contenuto, il mio occhio – ancora non appannato dai fumi dell’alcol ma solo, al solito, dalla forte miopia – ha comunque colto un'etichetta fenomenale


Un'etichetta mai vista prima: multilingua, plurimessaggio, veramente europeista. Roba da veri poliglotti.

The Famous Grouse. Vabbè. Fino al nome, in inglese, ci siamo.

Primo colpo di scena. Non disperdere il vetro nell’ambiente (in italiano).

Poi, in un delirio da biblica torre di Babele, una lunga scritta, per me assolutamente incomprensibile, in greco.

A seguire, ecco altre avvertenze su contenuto e composizione, stavolta in tedesco: Mit farbstoff (zuckerkulör) zur einheitlichen farbgebung; e nella riga sottostante in danese: Farven justeret med E 150.

Gran finale: l’indicazione di origine geografica, non con un banale "Made in Scotland", ma in francese e in spagnolo. Vogliamo farci mancare qualcosa?

Solo in calce, il ritorno alla madre lingua britannica: Please enjoy our whisky responsibly.

Ecco, magari fatelo anche voi (intendo l'assumere il vostro whisky a piccole dosi) prima di progettare le prossime etichette.

(grazie a Luca Baraldi per le consulenze linguistiche)

mercoledì 18 aprile 2012

I cartelli del signor Malagoli

Quasi tutto è comunicazione. Quindi quasi tutto mi interessa. Una delle mie passioni più smodate è la comunicazione del capo condominio rivolta ai vari condomini. Avviene spesso con messaggi – perlopiù sgrammaticati – appiccicati alla bacheca vicino all’ascensore oppure sistemati vicino al portone d'ingresso o alla cassetta delle lettere, comunque nell’androne. 

I più evoluti capi condominio stampano da computer fogli formato A4 con vistose scritte nere. I più naif si ostinano a scrivere su logori fogli a quadretti o a righe larghe a mano, con calligrafie da medico o utilizzando incerte lettere maiuscole. 

Il mio personale eroe è Primo Malagoli, leader carismatico di un popolato palazzo di Sassuolo, zona Rometta. Sono numerosi i fan – anche non residenti – che attendono ansiosi una nuova comunicazione, un ammonimento, una reprimenda. 

Lo slogan più longevo e forse più noto è un perentorio divieto.

“E’ severamente vietato usare l’ascensore come montacarichi”
Che quando magari hai le borse della spesa e pure la cassa d’acqua minerale già ti senti in colpa e speri di non imbatterti nel suo sguardo severo. 

Poi ci sono le perle di italiano. Tipo.
“Per chi non fosse trovato in casa potrà consegnare la propria quota presso la sua abitazione”
Un involontario capolavoro di contorsione e distorsione della lingua dantesca.

Frugando nei pressi del solaio – vera rarità – ho personalmente scovato persino un messaggio autografo, del quale vado molto fiero. Recita così. 

"Per piacere schiacciare più piano il pulsante perché rimane acceso tutta la notte la luce delle scale"



Chiunque avesse conservato o fotografato altri cartelli del signor Primo Malagoli (o Malagoli Primo, come lui predilige firmarsi) o chi avesse altre segnalazioni di altri capi condominio degni di nota, non esiti a contattarmi.