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martedì 27 marzo 2012

Festa (hard) di Primavera

Capita, per carità. Ma questa è mastodontica. Roba da far impallidire la gaffe del gas (leggi qui). 

In un annuncio pubblicitario che reclamizza la Festa di Primavera di Formigine, provincia di Modena, in programma il giorno 1 aprile - sarà per disgraziata distrazione, sarà più probabilmente per goliardico scherzo che ben si sposa con la data dell'evento - guardate che cosa è uscito. 


Proprio così, dalle 9 alle 19, esposizione del ca..o di carnevale. Che succede: Arlecchino su Youporn? Colombina assalita al parco da un molestatore in impermeabile? Oppure, pensando a un carnevale in chiave più moderna, Zorro che estrae la spada errata?

Ovviamente il porno errore è stato presto corretto, come si evince dal programma pubblicato sul sito del Comune di Formigine. Ma io, per sicurezza, farei un salto a questa festa. Non si escludono altre piccanti sorprese.

lunedì 26 marzo 2012

Guarda avanti, Marta


Colpo di scena. Alla fine, quando la saga di Marta, Giovanni e il commercialista pareva ormai conclusa con il messaggio dell’agenzia pubblicitaria che gestisce i cartelloni stradali (leggi qui), ecco che spunta Ca’ Marta con un nuovo mega cartellone nel quale suggerisce ai tre personaggi immaginari di frequentare i corsi sportivi della struttura di via Regina Pacis, a Sassuolo. 



Domanda. La campagna era già stata pensata in questi termini sin dall'inizio, oppure i ragazzi di Ca’ Marta hanno colto al volo il suggerimento che avevo lanciato loro nel mio primo post (leggi qui)? L’occasione era effettivamente troppo ghiotta per non essere sfruttata a dovere.

Alessandro Meglioli, gestore della struttura, su Facebook spiega:
Siamo tutti dei grandi fratelli quindi... il GOSSIP attrae tutti, perdonateci e venite tutti con Giovanni, la Marta e il commercialista a divertirvi a Ca' Marta..... "Breva, breva Marta, sl'è vera che ten me fe menga i coren allora TORNA A CA' MARTA"
E poi commenta argutamente:
La verità è che da quando vengono e si divertono a Ca' Marta, Giovanni è dimagrito ed è più sereno e tranquillo, la Marta è più tonica e il commercialista è ancor più energetico e PRESTANTE... Gente piena di vita!!!
Mentre La Frency Mucci, altra utente facebookkiana, si erge scherzosamente a portavoce degli scontenti:
Cara Marta, caro Giovanni e caro Commercialista... ma andate a quel paese! ;) Tutto il comprensorio sperava nel gossip! Trovata ADATTISSIMA ALLA ZONA... Complimenti!! :D
Aggiungo una chiosa personale. Critica stilistica e contenutistica al messaggio pubblicitario finale: troppo testo e troppe foto. Avrei preferito lo stile minimal dei primi messaggi, peraltro più adatto alla sguardo non troppo attento - si spera - degli automobilisti che transitano lungo la Pedemontana. 

Meglio, da questo punto di vista, il claim scelto, pochi metri più in là, direzione Reggio Emilia, da Tecnografica, per sintetizzare la propria tensione all’innovazione con un utile consiglio di guida: Guarda avanti!

martedì 20 marzo 2012

E’ tempo di cambiarli

Detesto, comunicativamente parlando:
- i fotomontaggi,
- chi parla male dell’avversario e non bene di se stesso,
- l’utilizzo di immagini di bambini.

Cosa potrò mai pensare allora di una campagna politica così strutturata? Surprise! Ne penso bene! Mi piace. Perché in certi casi, mi rendo conto, occorre anche attaccare. E Roberto Formigoni mi pare oggettivamente indifendibile: mi riferisco ai molteplici scandali giudiziari che lo hanno lambito, al fatto che sia stato sostenuto da liste che hanno raccolto firme in modo quantomeno controverso e, non bastasse, che con ostinazione resta ancorato alla sua poltrona dal 1995.

Capito? 1995. Un millennio fa. Roba da non crederci. Sta svolgendo il quarto mandato. Quarto? Ma si può, in un Paese normale, rimanere presidente di una Regione per 20 anni? Sì, perché il quarto mandato dell’onorevole Formigoni scadrà nel 2015. La risposta, al di là del merito dell’azione amministrativa e dell’esito delle inchieste dei magistrati, è per me ovvia. Neanche per sogno! Aggravante del caso: Formigoni è ormai impresentabile e grottesco. Ultimo esempio: il “pirla” affibbiato a un consigliere regionale di opposizione giusto oggi pomeriggio.

Quindi ci sta tutto il manifesto del Pd. E’ decisamente tempo di cambiarlo. Trovo azzeccato anche il claim finale “Per tornare a crescere” che gioca nuovamente sul tema dell’infanzia, del tempo trascorso e di un territorio immobilizzato da un potere sedimentato, melmoso e patronale.

Vasco Errani
Viva viva il Pd? Beh insomma. Il signor Vasco Errani, che considero politicamente migliore e vicino alle mie posizioni, se ne sta sullo scranno più alto della Regione Emilia-Romagna dal 1999. Avverto il Pd, oltretutto, che Lombardia e Emilia-Romagna confinano. Quindi una campagna contro Formigoni con argomenti utilizzabili pure contro Errani non mi pare una genialata. Tra l’altro, senza nemmeno approfondire le recenti accuse a Errani, esprimo una mia valutazione politica: che fosse tempo, non nel prossimo mandato ma già nel 2010, al di là di contorte interpretazioni legislative, di cambiare pure lui?

giovedì 15 marzo 2012

Marta non c'è

Ebbene. Il mistero è stato finalmente svelato. Marta non esiste, nemmeno Giovanni. Lo certifica il terzo cartellone del triangolo amoroso fioranese (leggi qui il post precedente), a firma del commercialista. 


Caro Giovanni, sono il commercialista. Ho troppo rispetto per te, non ti tradirei mai. Né con Marta, né con Monti. Con affetto, il commercialista

Fine della saga. Se vuoi acquistare lo spazio contatta l’agenzia. Beh, ok, la campagna è stata viralmente efficace, ma mi aspettavo una conclusione più roboante. O almeno un prodotto o un servizio che, vagamente, avessero a che fare con la sfiziosa storia d’amore e di corna. Pazienza, accontentiamoci. 

Però la mia intuizione che suggeriva una ritorno a casa dell'irrequieta Marta e, di conseguenza, la promozione del vicino centro sportivo Ca' Marta sarebbe stata decisamente più divertente.

martedì 13 marzo 2012

Torna a casa Marta

“Lei lo tradisce, lui si vendica con un manifesto in tangenziale”. Sul web è subito caos. Due marzo, sulla Pedemontana a Fiorano compare un cartellone gigante, scritte nere su fondo bianco. 

Cara “ex” Marta, ormai lo sanno tutti che mi tradisci col commercialista. Ti ho sempre voluto bene, ma adesso basta. Tuo “ex” Giovanni
Scandalo e chiacchiericcio. Una martellente pressione tv di saghe d’amore promiscuo, da Beautiful al Grande Fratello, ci ha educato alla spettacolarizzazione emotiva più estrema. Assetati di pruriginose storie di corna (meglio se altrui), ci fermiamo davanti al cartello, facciamo inversione, commentiamo coi colleghi, c’interroghiamo, scorriamo veloci nella rubrica telefonica alle voci Marta e Giovanni, che non si sa mai. Arriviamo a ripassare mentalmente persino la fisionomia del nostro commercialista di fiducia, saggiandone lo charme e vagliando indizi sulla sua rettitudine morale. E appena raggiunto il pc, via al gossip via social media. Su Facebook (zona distretto ceramico) impazzano foto postate, commenti sagaci o solidali, dibattiti e domande, scherzi e ironie.
Quattro giorni dopo, a sorpresa, la replica. 

Caro Giovanni, non hai capito nulla, io ti amo e ti amerò per sempre. Tua Marta
La presunta fedifraga che risponde con la stesso costoso mezzo di comunicazione? Se già la prima sortita appariva sospetta, la seconda - pur altrettanto popolare e cliccatissima - ha reso gli scettici la maggioranza. Primo motivo: un sms costa meno. La rabbia, poi, si può sempre sfogare in ben altri modi, magari più pudichi e intimi. Ma soprattutto, qui c’è puzza di viral marketing
I sentimenti, come ha evidenziato anche la Gazzetta di Modena online, qui c’entrano poco. Trattasi con ogni probabilità di una astuta campagna pubblicitaria tesa a suscitare interesse e attesa.
Informa la Gazzetta.
In gergo questi cartelloni si chiamano “teaser”, dall'inglese “to tease”, ovvero “stuzzicare”. Si tratta di una campagna pubblicitaria preliminare che mira a suscitare curiosità, senza però rivelare nomi o marche. Solo in un secondo momento il mistero viene svelato, con una seconda campagna “follow up” in cui il prodotto viene pubblicizzato esplicitamente. L’agenzia che ha affisso il cartello e il committente smentiscono. Ma fa parte del gioco. 

Spiegazione più che verosimile. Ma quale sarà la fine della storia tra Marta e Giovanni? La mia ipotesi, che in caso fosse errata potrebbe diventare suggerimento, rimanda a una struttura pubblica a gestione privata che dista poco dai cartelli affissi: il centro sportivo Ca’ Marta. Pensate. Giovanni sbotta rabbioso, Marta replica professando il suo amore. Cosa di meglio di un classico finale a lieto fine, con Marta che torna sotto il tetto coniugale con il pubblico placet del compagno, che commosso la accoglie scrivendo.
Torna a Ca' Marta
Amici di Ca’ Marta, se non siete voi i promotori della campagna, affrettatevi ad appropriarvene.

mercoledì 7 marzo 2012

Delitto passionale


A volte non servono tante parole. Sono totalmente d'accordo con Serra. 
Chioso solo, con eleganza: "delitto passionale" un cazzo!

martedì 6 marzo 2012

La Lega e le donne senza palle

Bonaccini (foto Farricella)
Quando appena eletto, nel 2009, il segretario del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini intraprese la sua crociata anti Lega Nord, io fui felice. Eravamo in pieno berlusconismo, l’asse con Bossi era saldo e i consensi del centro destra - e in particolare del Carroccio - aumentavano anche nelle terre tradizionalmente rosse, come acutamente documentato dalla video inchiesta dei giornalisti di Officine Tolau

Persino molti operai ed ex militanti comunisti, ci raccontavano, strizzavano sempre più l’occhio alla Lega. Bonaccini, senza indugi, cominciò una serie di affondi efficaci per contrastare il preoccupante fenomeno, rispondendo alla propaganda leghista con fatti e proposte, smascherando contraddizioni e trucchi, sostenendo confronti “a muso duro”, senza paura. 

Mi piaceva l’idea di un partito che usciva dalla passività e dal vittimismo e partiva lancia in resta alla conquista dell’elettorato perduto. Credo che, in qualche modo, mostrare i muscoli davanti al bullismo leghista sia stato giusto e necessario.
 
Poi, immagino come diretta conseguenza di quest'azione politica, è arrivata una serie di campagne mirate targate Pd. In particolare, mi ha colpito il manifesto con la spada di Alberto da Giussano ammosciata (aprile 2011), simbolo del declino leghista e della morbidezza nell’affrontare i temi della giustizia così cari all’ex premier. D’accordo, nulla da eccepire nella sostanza. Ma sul fronte comunicazione questa scelta proprio non m’è piaciuta. Non tanto perché la ritenga una caduta di stile. Ma perché, come ripeterò all’infinito, si inserisce in un frame leghista, e denuncia nuovamente una sottomissione culturale e linguistica della sinistra. 

Il tema politico non è chi ce l’ha più duro o chi è più macho. Occorre contrapporre contenuti seri alle pagliacciate, fare leva sulla testa piuttosto che sul vente, o bassoventre. Così come non mi piacciono mai le campagne CONTRO (ho già avuto modo di scriverlo in questo post). 

La Lega si combatte con proposte concrete e visioni prospettiche totalmente differenti, sottolineandone semmai gli aspetti barbari e beceri, le idee medievali, le derive razziste. E, soprattutto, l’inconsistenza e fragilità dell’impianto programmatico di un movimento che vive di sparate grossolane, leadership farlocche, paure recondite. Se invece pretendiamo di averlo più duro noi, allora vinceranno loro. 

A proposito di definizioni triviali e del rapporto intrinseco tra forma e sostanza, mi viene in mente chi si complimenta con una donna coraggiosa, professionalmente valida o di gran carattere dicendole: “Tu hai le palle”. Orribile. Obbrobrioso. Un retaggio di linguaggio sessista che vorrei fosse superato. No, ribelliamoci. Al celodurismo politico, alle espressioni rozze e ridicole (vero Bossi?) e alle donne con le palle.

domenica 4 marzo 2012

Sulla barca di capitan Siganza

La politica ha due problemi che cominciano per P: partecipazione e passione. Sono pochi quelli che se ne occupano, mentre prevalgono rabbia, diffidenza, disillusione. Chi se ne occupa spesso entra nella melma dell’establishment, si omogeneizza al sistema, perde sogni, carica e ideali. Per me la politica è lo strumento più efficace per cambiare (in meglio) il mondo. Per me il politico è il custode dei sogni collettivi.

Sighinolfi
Bisogna quindi fare tesoro di ogni esperienza politica positiva. A Sassuolo, paese governato oggi dal centro destra, qualcosa di molto interessante sta accadendo nell’altro versante politico. Da una costola del forum distrettuale giovani, creato per iniziativa del Partito Democratico, è nato GREASE (Gruppo di responsabilità economica, amministrativa, sociale ed etica), un innovativo strumento di dibattito, un gruppo di lavoro aperto, senza barriere di tessere o partiti. Tra i principali promotori, Enrico Sighinolfi (Johnny Siganza per il popolo di Facebook) e Marco Biagini, consigliere comunale a Fiorano Modenese.

Un gruppo che vuole approcciare il complesso tema delle politiche giovanili ai tempi della crisi con analisi, contenuti nuovi e proposte che provengono “dal basso”, per poi presentarle all’interlocutore preferenziale che i ragazzi si sono scelti: il Partito Democratico.
Biagini

Tanti i temi nel mirino: le 44 diverse forme contrattuali per assumere, l’abuso di contratti a progetto o partite Iva, la re-distribuzione della ricchezza e l’aumento dei salari, il reinvestimento obbligatorio, l’imposizione fiscale, il rapporto tra imprenditore e lavoratore. Ma anche il diritto alla casa e l’attenzione all’ambiente.

GREASE propone a imprese, sindacati e politica un “Progetto per il patto etico”

Dicono i Greasers.
Dobbiamo riprendere il discorso lasciato a mezz’aria di un Tecnopolo di ricerca collegato con la rete dei Tecnopoli presenti in tutta la Regione, per mantenere sul territorio senza disperderle le nostre eccellenze. Dobbiamo portare avanti le istanze del tessuto produttivo del distretto per abbattere quanto più possibile costi di trasporto e costi energetici, perché ridurre questi costi è meno socialmente impattante che tagliare le risorse umane. Dobbiamo riuscire a utilizzare quantomeno i contratti a tempo determinato in sostituzione dei co.co.pro, perché un contratto a progetto incide sulla produttività dei lavoratori in maniera estremamente negativa.
E ancora. 
La pubblica amministrazione deve interrogarsi su chi sono i propri partner: non può più accadere che vi siano cooperative che lavorano con il Comune i cui operatori vengono retribuiti con contratti full time a meno di 700€ mensili. Dobbiamo fornire alle imprese firmatarie un certificato di qualità etica, affinché si possa cominciare a parlare di green society a fianco della green economy. Dobbiamo creare un modello culturale nuovo nella gestione dell’impresa ed esportare anche quello assieme ai nostri prodotti. Per questo l’Unione dei Comuni deve avviare contatti anche con distretti produttivi al di fuori di quello sassolese, deve rivendicare peso politico nei confronti della Provincia, della Regione e del Parlamento, deve allacciare tutti i rapporti possibili a beneficio del territorio.
Per l’intervento di presentazione di GREASE, avvenuto di recente a un convegno economico del Partito Democratico locale, Siganza aveva preparato un finale ad effetto. Non lo ha espresso compiutamente, per eccesso di passione ed emozione. Ma siccome mi piaceva, lo scrivo qua.
Di questo dobbiamo cominciare a discutere, nella speranza che il nuovo governo sappia operare, per davvero e non per finta,  con equità; sappia inserire nelle sue riforme un salario minimo, sappia punire adeguatamente l’evasione fiscale abbassandone la pressione sui più piccoli, e ponga l’attenzione su quei 500€ di differenza che fanno la differenza tra mangiare e non mangiare. Poiché chi nel 2012 recepisce un salario inferiore agli 800€ non può definirsi libero nella società di oggi. Tra 800€ al mese e 1300€ al mese la differenza è tra la libertà e la non libertà. Tra 150.000€ al mese e 100.000€ al mese la differenza è la lunghezza della barca. E il diritto alla barca non è contemplato nella Costituzione di questa nazione.
Benvenuti sulla barca di capitan Siganza.